L’anno in corso, il 2011, celebra il 150° anniversario dell’unità d’Italia.
Gli eventi preunitari e postunitari, dalla I guerra d’indipendenza alla breccia di Porta Pia, raccontano percorsi storici intessuti di strategie e di passione. Per convenzione, la storia ha delle cronologie che fissano il momento, lo datano, anche se i momenti significativi in relazione alla nostra unità d’Italia sono tanti, Tanti quanti sono i personaggi che hanno contribuito a realizzarla: molteplici e vari per fama e ruolo, sono il paradigma dell’Italia ai giorni nostri: “unita ma divisa, uguale ma diversa”.
Identità nazionale non deve necessariamente significare omogeneità: tante sono le sottoculture che hanno contribuito a formare la cultura nazionale, e che ancora oggi persistono saldamente nella nostra penisola. Come più volte ribadito nelle diversi sedi istituzionali e scientifiche, la grande differenziazione culturale italiana deve essere momento di riflessione: a modo suo, ogni paese è un piccolo laboratorio di multiculturalità, e solo se si riesce a comprendere pienamente le cause e gli effetti di una società e di una cultura profondamente e significativamente omogenea, si riesce a sfruttare tutte le caratteristiche positive che naturalmente ne discendono.
Proprio questo anniversario è l’occasione per tutto il Paese di ritornare, in maniera più approfondita ed esaustiva, al periodo dell’unificazione, per riscoprirne aspetti accantonati o dimenticati: sia da esempio il caso del massacro del 14 giugno 1861 degli abitanti di Casalduni e Pontelandolfo, evento storico importantissimo non solo per la nostra area geografica, ma anche a livello nazionale, perché racchiude in un solo momento diversi aspetti storici, sociologici, politici, su cui è giusto tornare a riflettere. A questo singolo episodio, si affianca il periodo oggi definito “rivoluzione beneventana”, che va dalla fine della Benevento papalina alla nascita della Provincia di Benevento.
Tante sono le storie dell’Unita d’Italia, ed è proprio percorrendo quelle storie, per alcuni di conquista, per altri di liberazione, che il Consorzio Asi si fa promotore di contributi che svelino questa nostra Rivoluzione, attraverso immagini e manufatti, come previsto dal bando di concorso allegato, che rappresentino un “nuovo risorgimento”, affinché si portino alla luce una serie di fatti e di volti che, nella retorica dell’unificazione sono stati, volutamente o non, rimossi e occultati, e che aprano una nuova e interessante finestra sulla facciata della storia dell’Italia unitaria, più in generale e, nel particolare, siano elemento che, dando il giusto rilievo alla diversità, rafforza l’identità nazionale.
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